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IL CANE E-mail
Arturo Paglia, Augusto Allegra e Giuliana Gamba presentano

il cane cortometraggio di Daniele Malavolta

con Tony Palazzo, Stefania Carnevali, Ivan Bacchi, Linda Gennari, Giovanni Visentin, Alessandra Ventimiglia, Noemi Parroni, Mario Decandia

prodotto da Filand srl con il contributo del Ministero per i beni culturali
sceneggiatura Daniele Malavolta
delegato di produzione Massimo Monachini
produttore esecutivo Isabella Cocuzza
direttore della fotografia Marco Carosi
suono Davide Fiorentini
scenografia Ivana Gargiulo
costumi Valentina Stefani
montaggio Piero Lassandro
aiuto regista Adriano Ercolani
segretaria di edizione Federica Cardinali
direttore di produzione Sara Di Bella
organizzatore generale Massimo Monachini

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Sinossi
Il cane, ovvero quando gli uomini diventarono animali domestici e le donne le loro padrone ha vinto il premio “Bologna 2000, storie di fine millennio”, riservato alle sceneggiature di cortometraggi.

La storia di questo cortometraggio, grottesca e forse brechtiana allo stesso tempo è nata dal desiderio di fare giustizia nell’ordine delle cose. Dopo millenni in cui, salvo rare eccezioni, la donna è stata considerata inferiore, segregata, trattata come un oggetto, da tutte le società e religioni del pianeta, sarebbe corretto dare alle donne le redini del comando allo scopo di ristabilire un’immaginaria par condicio.
Claudia è una donna, e come tutte le donne ha il suo animale domestico. Un uomo.
Già, perché da quando una grave epidemia ha fatto morire tutti gli animali domestici tradizionali, cani e gatti, le donne si sono adeguate e hanno cominciato ad usare gli uomini come animali domestici.
Paolo è l'animale domestico di Claudia, non è tanto bello, ma non sporca, è obbediente e premuroso, anche se un po' distratto. Non è un esemplare particolarmente intelligente, ma è molto fedele.
Il giorno del compleanno di Claudia, le colleghe di lavoro le regalano Stefano, un uomo tutto nuovo, bello e aitante e con una laurea in intrattenimento domestico e una in conversazione.

La morale di questa storia, se di morale si può parlare, è comunque negativa. Paolo, il fedele compagno di Claudia, si vede relegare in un ruolo di secondo piano dall’arrivo di Stefano, ma finisce per rimettere a posto tutto fermando la ribellione di quest’ultimo.

Stefano appena preso coscienza di cosa succede all’individuo che non va più bene per la società (e che quindi come Paolo sono destinate ad un ruolo di secondo piano) e sollecitato dall’incontro con Guido, matura idee pericolose e progressiste. La sua ribellione diviene violenta e viene stroncata dall’intervento di Paolo, che invece rimane fedele e asservito al sistema che pure lo ha declassato. Paolo rifiuta l’acquisizione di coscienza, accontentandosi di riprendersi il posto che aveva perduto nel cuore della sua padrona Claudia.
 
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