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SOLO AMORE E-mail
Università di Roma “Sapienza” Facoltà di Scienze della Comunicazione, Preside Mario Morcellini, “Cinemaster” diretto da Roberto Faenza, Regione Lazio, RAI CINEMA e PACO CINEMATOGRAFICA presentano
SOLO AMORE
un documentario di Volfango De Biasi

 



Sceneggiatura Volfango De Biasi e Tiziana Martini
Fotografia Mario Amura
Musiche Michele Braga
Montaggio Christian Lombardi
Delegato Università di Roma “Sapienza” Valentina Leotta
Organizzatore generale Massimo Monachini
Produttore esecutivo Isabella Cocuzza e Arturo Paglia per Paco Cinematografica
Prodotto da Università “La Sapienza” Facoltà di Scienze della Comunicazione, RAI CINEMA e PACO CINEMATOGRAFICA
Regia di Volfango De Biasi


Soggetto di Volfango De Biasi

SOLO AMORE, sulla falsariga del testo Amore Liquido di Zygmund Bauman.

Tutte le forme di relazione intima attualmente in voga portano la stessa maschera di falsa felicità una volta indossata dall’amore coniugale e in seguito dall’amore libero (…). Quando abbiamo guardato meglio e abbiamo levato la maschera, abbiamo trovato desideri insoddisfatti, nervi scossi, amore deluso, dolore, paure, solitudine, ipocrisie, egotismo e compulsione ripetitiva (…). Le prestazioni hanno sostituito l’estasi, le proprietà fisiche sono “in”, le proprietà metafisiche sono “out” (…)[1].

Amore liquido, sulla falsariga dell’omonimo testo di Zygmund Bauman, intende parlare e far parlare d’amore. Il documentario vorrebbe trasformarsi in luogo privilegiato di incontro, di scontro, di confronto.
L’indagine proverà a individuare quali sono le possibilità d’amore in una società alienata, consumistica, in cui l’etica imperante sembra essere quella del piacere.
Saranno oggetto delle nostre interviste persone normalmente associate alla “deriva”, “all’anormalità”. Vorremmo così uscire dal luogo comune di normalità (l’amore fedele e duraturo, il modello familiare classico), intervistando le persone che sono ai margini dei costumi sociali riconosciuti, o che tali erano considerate fino a poco tempo fa (uno spettro che va da transessuali a scambisti, da internet dipendenti a, perché no, uomini di fede, accanto a molte altre tipologie moderne). L’osservazione partecipante, libera da pregiudizi e da luoghi comuni, non intende riproporre stereotipi, né fornire giudizi morali.
Vuole essere, invece, uno strumento per capire meglio la società in cui viviamo, le trasformazioni in atto e le derive mainstream.
Dato per interconnesso il binomio amore-sesso e considerato il sesso come potere veicolante della società contemporanea, l’oggetto dell’inchiesta sarà il costume sessuale, i modi concreti della gente di accostarsi al sesso, le concezioni attuali e i tabù, le patologie sessuali “emergenti”, l’assenza e l’astinenza sessuali.
L’indagine sarà forzatamente guidata dal dubbio: non sappiamo a priori dove l’inchiesta ci condurrà. Possiamo solo azzardare delle ipotesi.

[1] Sigusch, The neosexual revolution cit.

 
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