Isabella Cocuzza e Arturo Paglia presentano lettere dalla sicilia lungometraggio (2005) di Manuel Giliberti con Piera Degli Esposti, Andrea Giordana, Linda Gennari, Gualtiero Burzi per la prima volta sullo schermo Giulia Gulino, con la partecipazione straordinaria di Galatea Ranzi e con Paolo Lorimer nel ruolo di Basil Barlow
una produzione Paco Cinematografica srl soggetto Manuel Giliberti sceneggiatura Manuel Giliberti, Luciano Bottaro e Marina Marrubini aiuto regia Marina Marrubini fotografia Marco Carosi (a.i.c.) scenografia Manuel Giliberti costumi Beatrice Bordone montaggio Giuseppe Pagano suono in presa diretta Luca De Gregorio delegato di produzione Massimo Monachini Partecipazioni a festival e rassegne (7):
Premi ricevuti (4):
2007 lug, Globi d'Oro (concorso): Premio Film da Non Dimenticare
2007 apr, Sicilian Film Festival (festival): Premio Migliore Colonna Sonora (Antonio Di Poli) Premio Migliore Film
2006 nov, Festival Internazionale del Cinema di Salerno (festival): Medaglia d'Oro Provincia di Salerno (Manuel Giliberti) Sinossi Sicilia 1843. Un gruppo di viaggiatori inglesi sbarcato sull’isola e diretto a Se gesta (l’antica Egesta) si accinge a vivere una esperienza che il Grand Tour in Italia ha reso familiare agli intellettuali di quell’epoca. La classicità delle tradizione greca riscoperta con gli occhi dell’individuo moderno. In realtà i nostri si troveranno costretti a confrontarsi con qualcosa di inaspettato e che trasformerà il viaggio in una esperienza interiore. Il gruppo è formato da Sir e Lady Warwick, una coppia di aristocratici vittoriani, accompagnati dalle figlie Victoria e Penelope e dal fidanzato di Victoria, il giovane Morgan. I genitori, conformisti e in certo modo ottusi, certi della propria dimensione sociale e del proprio ruolo hanno seguito la figlia maggiore Victoria in questo viaggio che giudicano un capriccio curioso ma alla fine inoffensivo. La figura dominante nel gruppo è infatti proprio Victoria, forte e decisa, convinta della sua superiorità intellettuale nei confronti dei familiari e del fidanzato. Il suo rapporto con Morgan è fatto di simpatia e accondiscendenza, il tutto caratterizzato da una certa sufficienza nei suoi confronti. Morgan a sua volta sembra essere rassegnato se non proprio felice della sua condizione. L’incontro con le influenze degli antichi luoghi siciliani e le loro suggestioni in uno con gli incontri con i personaggi che caratterizzeranno il viaggio, metteranno in gioco il rapporto tra i due spingendo la vicenda, che si svolge interamente nell’arco di ventiquattro ore, ad un epilogo che si rivelerà drammatico ed inatteso. Testimone impotente dello svolgersi dei fatti è la piccola Penelope che, unica nella sua istintiva purezza comprende appieno quello che sta per avvenire senza per questo poter minimamente influenzarne lo sviluppo. Vent’anni più tardi a Londra Penelope rivedrà nuovamente Morgan;nel corso dell’ incontro la bambina di allora, ormai donna comprenderà pienamente il senso dell’accaduto e potrà così ristabilire la verità sugli ormai lontani avvenimenti siciliani. “Lettere dalla Sicilia” è il racconto di una educazione sentimentale, della opposizione a volte vana ai conformismi, della ricerca di normalizzazione della diversità. Contenuti che trovano la giusta cornice nel contrasto tra il mondo vittoriano dell’Inghilterra di metà ‘800 e la naturale “antichità” di una Sicilia che cerca, nello stesso periodo storico, di trasformare il proprio passato per acquisire dignità di società moderna. |